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sabato 4 maggio 2013

Yovò digitale - attenzione


Attenzione: ho scoperto un sito che promette l’invio di Yovò in formato doc, pdf ed epub gratuitamente. Prima dell’invio invita a partecipare ad una serie di lotterie a scelta. Il sito è filecom.net e si tratta di UNA TRUFFA. A questo sito non è mai stato fornito il file per la vendita né l’autorizzazione a distribuirne copie gratuite.
Yovò in formato elettronico è disponibile soltanto nel sito di LULU .

Grazie. Daniele.

lunedì 31 dicembre 2012

Letture di fine anno

Ecco le mie letture di fine anno:

 - La mano di Fatima

- Il programma del Movimento 5 stelle

- L'agenda Monti

 ... corrisponde ad una richiesta di aiuto!

A tutti i lettori

BUON 2013!

venerdì 16 marzo 2012

Racconti di San Servolo - vita e quotidianità in manicomio

Una mattina di qualche anno fa sono sceso dal battello al pontile dell’isola di San Servolo. Faceva caldo, un bel caldo primaverile, la brezza profumava di laguna, i raggi del sole rimbalzavano sull’acqua illuminando i grandi edifici bianchi a strapiombo. Un’enorme pianta di aloe contendeva il piacere di un “benvenuto” alla palma cresciuta poco distante. Sembrava un gioco di pietra e natura emerso dall’acqua per ammirare da un’angolazione privilegiata la laguna, l’incantevole bacino di piazza San Marco e il profilo dei palazzi veneziani...

...continua nella sezione LIBRI.

giovedì 8 marzo 2012

La capanna dello zio Tom

La capanna dello zio Tom arriva nelle mie mani per caso: l’hanno regalato a mia figlia, che ha dieci anni. Nella prima pagina, sotto il titolo, in una calligrafia che ben conosco c’è una dedica per lei: “Per incominciare a conoscere l’uomo”. Vista la mole dell’edizione integrale e la mancanza di illustrazioni lei ha deciso di affrontarlo tra qualche anno, e penso abbia fatto bene perché troppo spesso conoscere l’uomo non è una bella esperienza...



... continua nella sezione LIBRI.

mercoledì 21 dicembre 2011

Yovò c'è

Dopo anni passati nell'ultimo cassetto del settimanale, è fatta: Yovò è uscito dall'anonimato ed è pubblico.
Buona fortuna, giovane creazione!

Per saperne di più: clicca qui
Per l'anteprima e leggere le prime 10 pagine: clicca qui
Per acquistare il libro:
Support independent publishing: Buy this book on Lulu.

giovedì 22 ottobre 2009

Il fazzolettone del capo scout è rovinato e scolorito.

«Come si fa ad avere un fazzolettone nuovo?» … «Perché così, tutto rovinato e scolorito come il tuo, non mi piace proprio!»
Ho guardato incredulo il mio amico Luca aspettandomi almeno una reazione infastidita.
Invece lui, senza scomporsi, ha risposto a quella mamma dall’espressione compassionevole con una diplomazia di cui probabilmente non sarei stato capace. Le ha spiegato che il fazzolettone nuovo glielo avrebbe potuto procurare lui, oppure glielo poteva fare anche lei, al suo figliolo, con un pezzo di stoffa blu e un profilo giallo. Così il suo fanciullo esploratore sarebbe stato pulito e in ordine.
Quella diplomazia era un altro dei motivi per cui il mio amico Luca in tutti questi anni è diventato un capo esperto.
La mamma naturalmente non ha nessuna colpa, è la mia sensibilità ad essere differente, perché, come si dice, chi è stato scout sotto sotto lo sarà per sempre.
Quando ho sentito le parole «il tuo fazzolettone non mi piace» mi è corso un brivido lungo la schiena, come se avesse detto: «la tua storia, le tue esperienze, il tuo percorso per diventare quel che sei non mi piacciono»!
Materialmente il fazzolettone non è che un triangolo di stoffa, del colore del gruppo di appartenenza, arrotolato su se stesso e messo al collo dal giorno della promessa scout. Lo stile scout impone di portarlo sempre durante le attività, anche quando si è senza uniforme. L’utilità è quella di avere uno strumento multiuso che all' occorrenza può essere usato, ad esempio, come copricapo, come laccio emostatico o per coprirsi la bocca in caso di incendio. Generalmente viene lavato molto molto raramente, acquisendo con il tempo un odore particolare (non necessariamente sgradevole!) e mutazioni del colore.
Al fazzolettone si vedono spesso appesi piccoli oggetti di immediata utilità o ricordi di particolari esperienze, come mollettine, fischietti, anellini, placchette, cordoncini ecc che vengono raccolti, e talvolta sostituiti, in anni di vita scout.

Il fazzolettone, quindi, con il tempo, da oggetto utile - simbolo di appartenenza al gruppo diventa oggetto personale - simbolo della propria crescita e scorcio della propria personalità. Un bordo sgualcito, un rammendo, una macchia non sono segni di trascuratezza, bensì indicatori di vita, di esperienze vissute.
Il fazzolettone si sostituisce, con una certa tristezza, solo in caso di distruzione o di un’usura tale da renderlo inidoneo all’uso.
Più di vent’anni fa Luca, come me, era orgoglioso del suo fazzolettone nuovo dai colori vividi, che gli arrivava fino alla cintura dei pantaloni. Poi ha giocato, ha cantato, ha discusso, l’ha tenuto al caldo e al freddo, gli ha fatto prendere l’umidità della notte e il calore dell’estate, ha imparato ad usarlo per legare una caviglia slogata, per non scottarsi le mani, per ripararsi la testa dal sole, forse, ma questo succede raramente, l’ha scambiato con un amico o con un’amica speciale. Di certo porta i segni di momenti importanti, di sensazioni intense e di ricordi leggendari.
Oggi, che gli cade appena sul petto e il suo recente servizio in Abruzzo ne ha reso i colori ancora più smunti, Luca è fiero del suo fazzolettone stagionato e sono certo che il pensiero di cambiarlo neanche lo sfiora!
Quindi io avrei detto: «Che fazzolettone rovinato e scolorito che hai!», con ammirazione e rispetto.