«Come si fa ad avere un fazzolettone nuovo?» … «Perché così, tutto rovinato e scolorito come il tuo, non mi piace proprio!»
Ho guardato incredulo il mio amico Luca aspettandomi almeno una reazione infastidita.
Invece lui, senza scomporsi, ha risposto a quella mamma dall’espressione compassionevole con una diplomazia di cui probabilmente non sarei stato capace. Le ha spiegato che il fazzolettone nuovo glielo avrebbe potuto procurare lui, oppure glielo poteva fare anche lei, al suo figliolo, con un pezzo di stoffa blu e un profilo giallo. Così il suo fanciullo esploratore sarebbe stato pulito e in ordine.
Quella diplomazia era un altro dei motivi per cui il mio amico Luca in tutti questi anni è diventato un capo esperto.
La mamma naturalmente non ha nessuna colpa, è la mia sensibilità ad essere differente, perché, come si dice, chi è stato scout sotto sotto lo sarà per sempre.
Quando ho sentito le parole «il tuo fazzolettone non mi piace» mi è corso un brivido lungo la schiena, come se avesse detto: «la tua storia, le tue esperienze, il tuo percorso per diventare quel che sei non mi piacciono»!
Materialmente il fazzolettone non è che un triangolo di stoffa, del colore del gruppo di appartenenza, arrotolato su se stesso e messo al collo dal giorno della promessa scout. Lo stile scout impone di portarlo sempre durante le attività, anche quando si è senza uniforme. L’utilità è quella di avere uno strumento multiuso che all' occorrenza può essere usato, ad esempio, come copricapo, come laccio emostatico o per coprirsi la bocca in caso di incendio. Generalmente viene lavato molto molto raramente, acquisendo con il tempo un odore particolare (non necessariamente sgradevole!) e mutazioni del colore.
Al fazzolettone si vedono spesso appesi piccoli oggetti di immediata utilità o ricordi di particolari esperienze, come mollettine, fischietti, anellini, placchette, cordoncini ecc che vengono raccolti, e talvolta sostituiti, in anni di vita scout.

Il fazzolettone, quindi, con il tempo, da oggetto utile - simbolo di appartenenza al gruppo diventa oggetto personale - simbolo della propria crescita e scorcio della propria personalità. Un bordo sgualcito, un rammendo, una macchia non sono segni di trascuratezza, bensì indicatori di vita, di esperienze vissute.
Il fazzolettone si sostituisce, con una certa tristezza, solo in caso di distruzione o di un’usura tale da renderlo inidoneo all’uso.
Più di vent’anni fa Luca, come me, era orgoglioso del suo fazzolettone nuovo dai colori vividi, che gli arrivava fino alla cintura dei pantaloni. Poi ha giocato, ha cantato, ha discusso, l’ha tenuto al caldo e al freddo, gli ha fatto prendere l’umidità della notte e il calore dell’estate, ha imparato ad usarlo per legare una caviglia slogata, per non scottarsi le mani, per ripararsi la testa dal sole, forse, ma questo succede raramente, l’ha scambiato con un amico o con un’amica speciale. Di certo porta i segni di momenti importanti, di sensazioni intense e di ricordi leggendari.
Oggi, che gli cade appena sul petto e il suo recente servizio in Abruzzo ne ha reso i colori ancora più smunti, Luca è fiero del suo fazzolettone stagionato e sono certo che il pensiero di cambiarlo neanche lo sfiora!
Quindi io avrei detto: «Che fazzolettone rovinato e scolorito che hai!», con ammirazione e rispetto.