da El Paìs, La crisis de Goldman, 20.04.2010, traduzione di S. Bani.
immagine da economiafinanza.net


Carlo Petrini, "Ogm - Perché dico dieci volte no", 17/02/2010.
Sapete chi sono gli squirters? Letteralmente “quelli che schizzano”, termine gergale coniato da queglialtri che stanno in poltrona a seguire su un monitor gli attacchi aerei in Afghanistan. In pratica sono quelle persone in miniatura che corrono, cercando un riparo, prima che la bomba esploda lasciando solo macerie carbonizzate. Per fortuna i monitor rendono tutto irreale e almeno i soldati da scrivania, dopo il bombardamento, possono tornare a casa e cenare con la famiglia.
Nel frattempo gli israeliani annunciano la costruzione di un muro alla frontiera con l’Egitto per impedire l’ingresso nel paese degli immigrati clandestini. Quelli non entrano e nell’altra direzione partono i raid aerei nella Striscia di Gaza.
Queste sono solo pillole di quanto si legge nelle riviste di informazione internazionale.
E la TV che dice?
Le telecamere in Italia riprendono immagini da guerriglia urbana con italiani e immigrati che si scontrano violentemente. Sullo sfondo storie di mancata integrazione, di povertà, di sfruttamento, di paura. Si discute per scoprire chi è il colpevole, si tira in ballo il razzismo, la mafia, l’irregolarità… soliti argomenti che ci portano a una dialettica della quale siamo diventati maestri. I politici, invece di cercare le soluzioni, sembrano giocare a chi è più bravo a denigrare l’avversario. E intanto si riempie il palinsesto e si vendono le pubblicità. In TV, certo, perché la carta stampata è pure lei in crisi!
La crisi, ah la crisi, brutta bestia! Chiudono le fabbriche, calano i consumi, avanzano le difficoltà, si profila la povertà, l’istituzione più grande della nostra società, la famiglia, annaspa.
Ho visto pochi minuti di un’inchiesta televisiva, pochi giorni fa, e ho dovuto cambiare canale, toccandomi le p####, scongiurando che un giorno non tocchi anche a me essere così sfortunato!
Il potente americano non sta meglio, con il tasso di disoccupazione al 10%. In Gran Bretagna la chiamano "generazione perduta", sono i giovani tra 16 e 25 anni che entrano in un mercato del lavoro devastato dalla crisi.
Affiorano turbe psicologiche che prepotentemente fanno notizia, sembra un’improvvisa pazzia di massa: madri che uccidono i figli senza apparente motivo, figli che aggrediscono i padri per il predominio su una consolle, ragazzine che offrono il proprio corpo per pochi euro.
E poi ci sono terroristi dietro l’angolo pronti a far disastri, criminali spregiudicati alla ricerca di qualche spicciolo e i soliti conflitti etnici qua e là.
A cosa serve sapere tutte queste cose? O meglio, a cosa serve saperle con la consapevolezza di non poter risolvere i problemi del mondo?
Neanche le previsioni del tempo ci consolano: il riscaldamento è globale, ma fa un freddo cane!
Basta!
Voglio solo buone notizie.
E se non le trovo leggerò solo Men’s Health, guarderò solo il “Grande Fratello”, “Uomini e donne” e “Amici”.